Pd, Delrio: "Governo di scopo, se il Colle ci chiama valuteremo. Ma chi ha vinto deve governare"

Notizia marzo 13, 2018

ROMA – Il giorno dopo la direzione Pd, i vertici del partito ragionano sul futuro ruolo dei dem. Graziano Delrio, a Radio Anch’io, parla della corsa per la segreteria: “Ci sono altri più capaci di me”, dice. E – a proposito della prospettiva di un governo del presidente – dichiara: “Se Mattarella ci chiedesse di fare il governo? Valuteremo. Il presidente ha sempre la nostra attenzione e la nostra collaborazione. Noi siamo disponibili ad ascoltare, diversamente da quello che hanno fatto Lega e M5S nel corso dell’ultima legislatura”. Poi però precisa su Facebook: “Le mie parole sono state travisate. Il Partito democratico riconosce l’esito negativo del voto, e garantisce al presidente della Repubblica il proprio apporto nell’interesse generale e si impegnerà dall’opposizione, riconoscendo che ora spetta alle forze che hanno ricevuto maggior consenso l’onore e l’onere di governare di governare”.

Per Gianni Cuperlo, ospite di Circo Massimo su Radio Capital,  “tornare al voto sarebbe un errore drammatico, mentre uno scenario possibile potrebbe essere un governo di scopo composto da tutte le forze politiche su iniziativa del presidente Mattarella”. Cuperlo ci tiene innanzitutto a distinguere la figura di Renzi dal suo disegno politico: “Matteo Renzi è un uomo giovane, è un senatore, di certo non si ritirerà a vita privata. Il renzismo secondo me invece è sconfitto. Non per il cattivo carattere dell’ex segretario o una riforma riuscita male. È un’idea del futuro del Paese che per un periodo ha funzionato. Ma il risultato del 4 marzo, anticipato dall’esito del referendum del 4 dicembre, ne ha sancito il fallimento”.



Cuperlo ritiene che difficilmente Lega e cinquestelle potranno arrivare a un accordo di governo: “Perché Salvini con il suo 17% dovrebbe fare la stampella di un governo Di Maio al 32%?”. Tuttavia il rischio più grande è “che arrivino a un accordo politico per cambiare la legge elettorale, avrebbero in numeri per farlo. E se uno del Pd si alzasse e dicesse ‘non si fa, non si cambiano le regole a maggioranza’ la risposta l’avete presente? Eviterei di arrivare a quel traguardo, sarebbe un danno serissimo per la nostra parte”.

rep

Quanto alla direzione che si è svolta ieri, dove il vicesegretario Maurizio Martina è stato incoronato reggente, Cuperlo commenta: “Abbiamo evitato che finisse a stracci, Maurizio Martina si è impegnato a garantire una collegialità  che in precedenza è mancata”.

E a proposito di spiragli per un’iniziativa del Colle, in vista della nascita di un nuovo governo, parla anche Andrea Orlando ad Agorà“Non c’è la percorribilità di un governo politico con i Cinque Stelle. Dobbiamo nettamente distinguere i nostri profili, il Movimento si è candidato alle urne con un programma incompatibile con il nostro. Bisogna però evitare di dire: ‘Abbiamo perso, arrangiatevi’, non tocca a noi fare un governo né con la Lega né con M5S ma dobbiamo concorrere alla definizione degli assetti istituzionali, dobbiamo partecipare per la definizione di presidenti dei Camere e Senato”, aggiunge. Orlando poi  punta il dito su Matteo Renzi e mette in guardia l’attuale reggenza a non proseguire sulla stessa linea: “Il 4 marzo abbiamo perso tutti ma con responsabilità diverse, Renzi ha avuto un ruolo centrale. Attorno a lui c’era un gruppo dirigente che o non lo ha contrastato o gli ha consigliato passi sbagliati. Noi abbiamo dato una apertura di credito a Martina che però è stato vicesegretario di Renzi. Non si facciano processi ma neanche delle rimozioni”.

Il ministro della Giustizia vede in Nicola Zingaretti un buon candidato alla segreteria: “Non l’ho escluso, è uno dei nomi che può dare un contributo per la riscossa del Pd, ma non è il momento della scelta dei nomi. Stavolta per arrivare a scegliere un segretario dobbiamo prima rifondare il Pd, prima dei nomi dobbiamo riposizionare il partito”.

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