Parma, anziani truffati: otto arresti Oltre 150mila euro il provento dei raggiri

Notizia dicembre 5, 2017

Nell’ipotesi di pagamento immediato la vittima beneficiava invece di uno sconto anche fino al 50%.

Gli approfondimenti dei militari hanno definito il ruolo di tutti i componenti l’associazione criminale: V.F., 36 anni, attivo nel settore immobiliare, organizzatore del gruppo, era preposto alla ricerca delle basi logistiche, fornendo gli arredi, i telefoni cellulari e le relative schede;

M. G., 40 anni, S.A., 43 anni, N.B, 28 anni e P.F., 25 anni, erano i telefonisti del sodalizio che si presentavano rispettivamente come il dottor Peruzzi e il dottor Paganella i primi due e la dottoressa Perego e la dottoressa Nava le ultime, ovviamente tutti nomi di fantasia.

In caso di esito favorevole del raggiro, il maltolto veniva suddiviso al 50% tra il telefonista e i primi due indagati (A.D. e V.F.); M.F, 43 anni, era intestataria di quattro conti correnti postali tra cui quello indicato alle vittime per l’effettuazione dei bonifici; M.S.,  55 anni, era intestatario di una carta postepay sulla quale la banda faceva transitare i profitti del reato.

Agli ultimi due indagati il pubblico ministero di Monza ha contestato anche

il reato di riciclaggio per avere ricevuto sulle rispettive posizioni bancarie i bonifici provento delle truffe e compiuto o fatto compiere operazioni tali da occultare la provenienza farudolenta del denaro.

In quattro dei casi documentati e compresi nell’ordinanza del giudice per le indagini preliminari, agli indagati è stata contestata l’aggravante di aver profittato dell’avanzata età delle vittime. (frana-racas)

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