Calenda: "Da Grasso proposta alla Trump sulle tasse universitarie"

Notizia gennaio 8, 2018

ROMA – Protagonista della polemica sul canone Rai con il segretario del Pd Matteo Renzi, il ministro Carlo Calenda ospite di Circo Massimo, su Radio Capital, condotto da Massimo Giannini e Edoardo Buffoni (che sostituisce temporaneamente Jean Paul Bellotto), questa volta critica Pietro Grasso, leader di Liberi e uguali, che ieri ha proposto l’abolizione delle tasse universitarie: “È una proposta trumpiana – dice il responsabile dello Sviluppo economico –  un supporto alla parte più ricca del Paese, perché gli studenti meno abbienti sono già esentati dalle tasse”.



TRE PROPOSTE PER ALITALIA
Quanto al destino di Alitalia, Calenda annuncia: “Oggi abbiamo sul piatto tre offerte (video). Quello che faranno i commissari, già immagino alla fine di questa settimana o all’inizio della prossima, è dire quale di queste offerte è la migliore, quindi con chi si può iniziare a fare la negoziazione in esclusiva”. E aggiunge “Io non ho preferenze, per me la questione è molto oggettiva e la valutazione sarà fatta sui numeri”.

CANONE RAI: ABBASSARLO, NON ABOLIRLO
Protagonista nei giorni scorsi della polemica sul canone Rai con il segretario del Pd Matteo Renzi, Calenda ritorna sul tema e commenta: “Mi pare che lo stesso Renzi si sia poi corretto dicendo che la sua intenzione è continuare ad abbassarlo e io penso che questo sia giusto. Ma abolirlo per poi farlo pagare con le tasse della fiscalità generale è un errore. Uno dei problemi principali dell’Italia è considerare i soldi dello Stato come una cosa altra rispetto ai soldi dei cittadini. Non è così, sono gli stessi soldi. I problemi che abbiamo, debito incluso, nascono da questo”. Afferma poi di essere “intervenuto pubblicamente su Twitter sulla questione Rai perché non sono riuscito a farlo privatamente: sono molto duro quando vedo cedimenti al Truman show anche nella mia compagine politica”. Giudica Twitter uno strumento “interessante se lo si usa per spiegare le cose” e si dice divertito dal delizioso account fake satirico “Carlo Callende”. Poi conclude: “Inutile promettere ogni giorno l’abolizione di una tassa, questo non porterà a nulla, gli italiani sanno che in campagna elettorale sono tutte fesserie”.



DA CENTRODESTRA E M5S PROPOSTE POLITICHE PERICOLOSE
Il ministro si dice poi preoccupato dalle proposte politiche del centrodestra e del M5S, che ritiene “pericolose” per il Paese, perché “tendono a promettere tutto a tutti, dalle pensioni minime all’abolizione del bollo auto, cose forse giuste ma che non ci possiamo permettere”. Se dopo le elezioni “non avremo una politica economica seria e un governo in grado di esercitarla andremo incontro a seri problemi”, afferma Calenda, perché l’emergenza non è stata del tutto superata. “Bisogna fare pochissimo trionfalismo e si deve stare “con i piedi per terra”, continua. Per Calenda il centrodestra con le sue promesse “mette a rischio i conti del Paese” mentre M5s propone “una fuga dalla realtà dove si sostituisce il lavoro con redditi inventati”. Il centrosinistra, ha concluso, “ha invece portato l’Italia fuori dalla recessione e ha ridotto il deficit”.

Quanto all’eterogeneità della compagine di centrosinistra, con gli attriti fra Pd, Bonino e i centristi, Calenda sostiene: “L’eterogeneità è normale nel sistema italiano, l’importante è trovarsi d’accordo sui temi di fondo. L’obiettivo per il centrosinistra è incassare un buon risultato alle elezioni, frutto di anni di governo serio e  responsabile”.

NON MI CANDIDO NE’ CORRO DA PREMIER
Calenda si rallegra della disponibilità alla candidatura con il Pd del ministro Pier Carlo Padoan. Ma conferma invece la sua intenzione di non candidarsi: “Fare il parlamentare non credo sia il mio lavoro. Mi piace gestire, anche farlo secondo una visione politica, ma vorrei mettere al riparo queste crisi (aziendali, ndr.) dalla campagna elettorale, se me ne sto fuori diventa più semplice per tutti”. Il ministro ha ribadito l’intenzione di dare comunque “una mano al centrosinistra, lì mi colloco, non ho nessuna velleità di fare la riserva della Repubblica, che non ci credo e poi sono troppo giovane”.

Il ministro esclude anche una sua possibile corsa da premier in caso di larghe intese: “Gentiloni è un premier molto migliore di come io potrei mai essere, così mi auguro che se il centrosinistra vinca lo faccia Renzi”. E si dice scettico su un patto Pd- Forza Italia: “È molto complicato, dovrebbero essere larghe intese alla tedesca”.

 


 

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