Una settimana per salvare l’Unione Europea. E l’Italia che fa?

Notizia 11 ore ago

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Esame di maturità: quelle tracce, presidio strenuo di umanità

Notizia giugno 20, 2018

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Usa, lo strazio dei bimbi migranti piega i repubblicani: stop a separazioni al confine

Notizia giugno 19, 2018

Usa, lo strazio dei bimbi migranti piega i repubblicani: stop a separazioni al confine
Una bimba di due anni dell’Honduras piange mentre la madre viene fermata al confine tra Usa e Messico (afp)

Contro la volontà di Trump, i leader della destra al Congresso annunciano di essere pronti a votare nuove leggi

dal nostro corrispondente FEDERICO RAMPINI

Salvini shock: "Censimento sui rom, quelli italiani purtroppo ce li dobbiamo tenere". Scontro nel governo, Di Maio: "Incostituzionale"

Notizia giugno 18, 2018

ROMA – “Al ministero mi sto facendo preparare un dossier sulla questione rom in Italia, perché dopo Roberto Maroni non si è fatto più nulla, ed è il caos”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, leader della Lega, parlando a TeleLombardia. Salvini ha parlato di “una ricognizione sui rom in Italia per vedere chi, come, quanti sono”, ossia “rifacendo quello che fu definito il censimento”. “Facciamo un’anagrafe, nessuna schedatura”, ha poi precisato il titolare del Viminale. Ma la retromarcia non ha impedito il divampare delle polemiche e uno scontro nel governo fra i due vicepremier. Luigi Di Maio è infatti intervenuto per stoppare il leader leghista. “Mi fa piacere che Salvini abbia smentito qualsiasi ipotesi di schedatura e censimento degli immigrati – ha detto il ministro del Lavoro – perchè se una cosa è incostituzionale non si può fare”.

Per il leader del Carroccio gli stranieri irregolari andranno “espulsi” con accordi fra Stati, ma “i rom italiani purtroppo te li devi tenere a casa”. Il ministro dell’Interno ha poi voluto precisare il suo pensiero. “Non è nostra intenzione schedare o prendere le impronte digitali a nessuno – ha precisato – nostro obiettivo è una ricognizione della situazione dei campi rom. Intendiamo tutelare prima di tutto migliaia di bambini ai quali non è permesso frequentare la scuola regolarmente perché si preferisce introdurli alla delinquenza. Vogliamo anche controllare come vengono spesi i milioni di euro che arrivano dai fondi europei”. Nessuna retromarcia però sulla frase shock “i rom italiani purtroppo te li devi tenere a casa”.

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L’iniziativa di Salvini – inevitabilmente – ha fatto discutere. A sinistra attaccano evocando la “pulizia etnica”. Nel centro-destra approvano seppur con vari distinguo. “Bene il censimento – dichiara Giorgia Meloni – ma servono piazzole per sosta”. “Censire non vuol dire marchiare”, precisa dall’europarlamento Elisabetta Gardini, capogruppo di Forza Italia a Bruxelles.

LILIANA SEGRE IN SENATO: “MI OPPORRÓ CON TUTTE LE MIE FORZE A LEGGI SPECIALI CONTRO I POPOLI NOMADI”

Intervengono la comunità ebraica, i rom italiani, esponenti della cultura e l’Anpi. “L’annuncio di un possibile censimento della popolazione rom in Italia preoccupa e risveglia ricordi di leggi e misure razziste di appena 80 anni fa e tristemente sempre più dimenticate”, afferma Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane. “La mia famiglia è presente da secoli in Italia”, dichiara Santino Spinelli, rom, musicista e docente universitario (una sua poesia “Auschwitz” orna a Berlino, nei pressi del Bundestag, il monumento dedicato alla memoria dello sterminio di Sinti e Rom durante il nazismo). “Mio padre – aggiunge Spinelli – fu internato durante il nazifascismo. Chiedo l’intervento del presidente Sergio Mattarella che invito il 5 ottobre prossimo a Lanciano all’inaugurazione del primo monumento in Italia in memoria della persecuzione contro rom e sinti perpetrata dai fascisti e dai nazisti. Monumento che fungerà da barriera all’insorgere degli odi e dei nuovi fascismi”. L’associazione Nazione Rom sottolinea che “il Dossier esiste già, ed è stato elaborato dall’Istat nel 2017”.

Durissimo il commento su Facebook dello scrittore Roberto Saviano. “Oggi – scrive – qualcuno, con grandi responsabilità di governo, ha parlato senza mezzi termini di deportazione dei rom e nessuno dei suoi alleati ha ritenuto opportuno prendere le distanze da questo abominio”. “Come era evidente – ha aggiunto – l’incapacità e la vuota ambizione in politica possono condurre le nazioni al disastro, ed è quello che sta accadendo all’Italia” dove, dice poi, “non esiste più un ministero degli interni, ma un nuovo dicastero: quello della crudeltà”.

“I censimenti etnici – commenta Carla Nespolo, presidente Anpi – non appartengono all’Italia democratica. Questo Paese ha la memoria lunga e una naturale tensione all’accoglienza che va sostenuta non repressa. Per chi delinque, per tutti quelli che delinquono, senza distinzione di razza, esistono le leggi ordinarie. La  smetta il ministro dell’Interno di provocare la Costituzione su cui ha giurato. Smetta questo vergognoso e intollerabile andazzo di odio e divisione sociale.

A ricordare che la stragrande maggioranza di Rom sono cittadini comunitari è Nicola Fratoianni di LeU. “Ricordo a Salvini che la maggioranza dei Rom sono cittadini comunitari. Quindi sarebbe come schedare i francesi presenti nel nostro Paese” dice, mentre Laura Boldrini (LeU) parla di “disumanità al potere”. Del problema rom si erano già occupati in passato gli ex ministri Giuliano Amato e Roberto Maroni: quest’ultimo aveva anche proposto di prendere le impronte digitali ai bambini rom, ma quella procedura fu bocciata dalla Ue.

“Il censimento per razza – tuona Emanuele Fiano, deputato dem – non possiamo permetterlo. In questo Paese lo abbiamo già avuto e allora c’era di mezzo anche la mia famiglia. Le persone si possono dividere per le loro condotte, per il loro comportamento, per le loro scelte, non per la loro nascita. Non è andata a finire bene, 80 anni fa, non riprovateci”. “Dal censimento al campo di  concentramento il passo è breve. Salvini ha deciso di festeggiare gli 80 anni delle leggi razziali” ha twittato la deputata dem Chiara Gribaudo.

L’iniziativa di Salvini è fortemente criticata in particolare da Paolo Gentiloni. “Ieri i rifugiati, oggi i Rom, domani le pistole per tutti. Quanto è faticoso essere cattivo” scrive su Twitter l’ex premier.

E mentre il Pd per bocca del senatore Franco Mirabelli sostiene che il ministro dell’Interno “evoca la pulizia etnica” e ritiene il dossier del ministro “agghiacciante”, l’associazione 21 luglio che si occupa della tutela dei diritti della comunità rom e sinti risponde a Salvini. “Il ministro dell’Interno dice il presidente dell’associazione Carlo Stasolla – sembra non sapere che in Italia un censimento su base etnica non è consentito dalla legge. Inoltre esistono già dati e numeri su chi vive negli insediamenti formali e informali e i pochi rom irregolari sono apolidi di fatto, quindi inespellibili. Ricordiamo anche che i rom italiani sono presenti nel nostro Paese dal almeno mezzo secolo e a volte sono ‘più italiani’ di tanti nostri concittadini”.

 

Germania-Messico 0-1, Lozano sorprende i campioni del mondo

Notizia giugno 17, 2018

MOSCA – Una marea verde, verde Messico, fatta di uomini, donne e bambini, tutti bellissimi nel loro trasporto, canta Cielito lindo sotto il tetto del Luzhniki, dà i brividi e trasmette un’allegria che durerà tutta la notte, e forse oltre. Ecco la prima grande sorpresa del Mondiale. Il Messico batte i detentori della Germania, qui nessuno sta nella pelle, gli ultimi minuti vengono seguiti con una trepidazione spaventosa, tutti in piedi, gli occhi fuori dalle orbite per la tensione mentre i tedeschi attaccano in massa, ma non ce la fanno, altro che Messico e nuvole, qui è tutto un cielo azzurrisimo, e quando l’arbitro iraniano Faghani fischia la fine il frastuono è impressionante. Decide un gol di Hirving Lozano al 35′ del primo tempo, la grande Mannschaft è piegata, chi l’avrebbe detto. Mai il Messico aveva battuto la Germania al Mondiale, anche quando c’era più equilibrio tra le due nazionali, figurarsi la gioia del popolo messicano. E pure di Rafa Marquez, che entra al 28′ della ripresa, presenzia al trionfo e soprattutto raggiunge Buffon, Matthaeus e Carbajal nel ristrettissimo club di chi ha giocato cinque Coppe del Mondo. 

Ci sono messicani ovunque, a cominciare dalle tribune, gremite per trequarti da tifosi in maglia verde, coi loro canti, la loro passione che è un fattore. Perché di messicani sembrano essercene moltissimi anche in campo, paiono più di undici, corrono ai quattro lati, pressano e ripartono, uno spettacolo. Non danno tregua alla grande Germania, che ne è prima sorpresa, poi infastidita, infine schiacciata. Un assaggio c’è subito, dopo 56″, Lozano è già in area sul lato sinistro a pochi passi da Neuer e Boateng deve salvare alla disperata. Gli uomini di Juan Carlos Osorio, ct colombiano, dimostrano di aver preparato a dovere la gara, ognuno ha il suo compito, si aggancia al suo uomo e lo segue, poi si ruba palla e via in contropiede rapido, e la Germania, la cui manovra è troppo lenta e manca di variazioni soprattutto al centro,  spesso si ritrova con trenta metri di campo vuoto alle sue spalle, e in quel fazzoletto si infilano Chicharito Hernandez e Carlos Vela per spingere il contropiede, con l’aiuto dell’ottimo Layun a destra e di questo Hirving Lozano, fringuello 23enne del Psv Eindhoven, che ha un sinistro vellutato e sterzate imprevedibli.

La Germania produce solo tiri telefonati da fuori o un destro a lato di Werner al 3′, mentre Neuer deve intervenire due volte su Herrera (10′) e Moreno (14′). I tedeschi sono in confusione, non si aspettavano di pagare dazio in questo modo, addirittura Boateng sbaglia una rimessa laterale e ingoia un controfallo che a questi livelli non si vede mai, concedendo il pallone ai messicani. Kroos e Khedira non riescono a imporre il loro palleggio, anzi subiscono l’aggressività di Herrera e Guardado, che prendono fiducia (visto Herrera scherzare Kroos in dribling tra gli olè del pubblico), così i messicani continuano a rubare palloni in serie, finché arriva quello buono al 35′: dal Chicharito l’invito è per Lozano, che entra ancora da sinistra, si trova di fronte Ozil e lo beffa con una finta, poi scarica il destro sul primo palo ed è gol, Neuer non ci arriva.

La Germania reagisce con una quasi immediata traversa di Kroos su punizione al 39′, ma c’è la deviazione provvidenziale del portiere Ochoa, con la punta delle dita. Nella ripresa poi l’offensiva tedesca è per forza di cose più massiccia, anche perché il Messico cala di ritmo nel contropiede e presto toglie un attaccante, Vela, per il centrocampista Alvarez. Eppure l’altra grande sorpresa è che a lungo il portiere Ochoa non viene mai impegnato, perché gli attacchi tedeschi producono mischie, tiri a lato o respinte nel mucchio, ma nessun vero pericolo, a parte una rovesciata di Kimmich su cross di Boateng che termina alta di un soffio (20′). Il ct tedesco Low usa allora l’unica arma che ha, gettare attaccanti in campo, e finisce la gara con Muller, Brandt, Reus, Draxler, Gomez e Ozil tutti insieme, ma non cava un ragno dal buco, anzi il Messico spreca in modo assurdo, con errori all’ultimo passaggio, almeno tre contropiede facili, 3 contro 2 o 4 contro 3. Poi gli ultimi minuti in trincea, ma la Germania non ne ha più, ed è la fine. La notte moscovita sarà tutta messicana, c’è da giurarci.

 

Casaleggio, ecco le prove della cena con Lanzalone la sera prima dell’arresto

Notizia giugno 16, 2018

ROMA – “Sono andato a una cena l’altro giorno e ho trovato anche Lanzalone a un altro tavolo e l’ho salutato. Se si è parlato di nomine? No, io non mi occupo di nomine”. Ha risposto così Davide Casaleggio al giornalista di Repubblica Tv che gli chiedeva conto dell’incontro di martedì sera con Luca Lanzalone, poche ore prima dell’arresto del presidente di Acea.

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Il patron della Casaleggio Associati e dell’Associazione Rousseau, la piattaforma cui è inestricabilmente legato il Movimento 5 stelle, vuole far credere che si tratti di un caso. Una coincidenza. Niente di organizzato o di voluto. Ma non è così e Repubblica è in grado di documentarlo.

Perché la cena del 12 giugno in quel ristorante di corso Vittorio, a pochi passi dal Senato e dalla casa di cui l’associazione Rousseau ha preso possesso a Roma, era un evento a pagamento organizzato dall’associazione Gianroberto Casaleggio e dalla start up MioWelfare. Sessanta invitati, Lanzalone compreso. Che sarà anche stato a un tavolo diverso da quello del manager, ma certo non era lì per una casualità. Anzi, ha versato come tutti l’obolo di settanta euro a testa per una serata di confronto sul tema: “Innovazione tecnologica e occupazione: quale futuro per il welfare post-ceto medio?”.

Con Davide Casaleggio e Pietro Dettori c’erano la socia in Rousseau Enrica Sabatini, il capogruppo in regione Sicilia Giancarlo Cancelleri, alcuni esponenti della comunicazione M5S e vari altri parlamentari passati a salutare i vertici in visita. Non c’era invece Luigi Di Maio, che da tempo da questo tipo di eventi si tiene lontano. E che nelle ultime settimane era impegnato a tenere lontano proprio Lanzalone.

Il vicepremier aveva avvertito le sue pressioni su Cassa depositi e prestiti e sulle nomine incombenti. Si era infuriato per alcuni articoli usciti, che riteneva “suggeriti” proprio dall’ex presidente di Acea. Non immaginava nulla dell’inchiesta in corso, ma – secondo quanto ha confidato ai collaboratori più vicini – aveva deciso di tenere alla larga l’avvocato genovese perché sospettava fingesse di lavorare per il Movimento, tessendo invece relazioni utili a sé e ai suoi amici.

Forse anche per questo, Lanzalone — che poche ore dopo sarebbe stato posto ai domiciliari — era accorso alla cena di finanziamento organizzata in gran segreto da Davide Casaleggio a Roma. Non era la prima, ce ne sono state altre per preparare gli eventi Sum di Ivrea. Ma si trattava di una serata più “intima”, tanto che molti degli iscritti all’associazione Gianroberto Casaleggio non hanno ricevuto alcuna mail di invito.

Sul programma, si parla di “un’occasione per condividere idee e riflessioni in modo piacevole e stimolante con personalità di spicco del settore e in compagnia dell’Associazione GRC”. E, chiaramente, con esponenti politici del partito appena arrivato al governo. L’imprenditore Edoardo Narduzzi, ex giornalista amico di Casaleggio padre, ha parlato di “Welfare post ceto medio”; Stefano Patriarca, che dall’invito risulta “esperto di welfare, consigliere economico di Palazzo Chigi”, di “Giovani e previdenza: un destino annunciato?”; Stefano Ronchi, Managing Partner della società Valore, del “Welfare 2.0 di Casse di previdenza e Fondi sanitari”.

Gli ospiti, chiaramente, non erano solo politici. Venivano soprattutto, come Lanzalone, da quel mondo delle imprese interessato ad accreditarsi con Davide Casaleggio, che finanzia così l’associazione dedicata al padre (dei cui soci non esiste un elenco pubblico). Ma che porta a tavola esponenti del governo e di Rousseau. In un groviglio di interessi incrociati e a rischio di conflitto.

Eppure ieri, sulla terrazza del Gianicolo sotto un grande mouse gonfiabile per lanciare l’ennesimo evento “per la cittadinanza digitale”, il manager ha scelto di attaccare il Pd proprio sul conflitto di interessi: “Sono molto contento che abbia finalmente presentato un disegno di legge sul tema. Non l’ha fatto per 20 anni che è stato in maggioranza in questo Paese, ha aspettato di essere all’opposizione”.

In realtà, quella dei dem non è la prima proposta presentata negli ultimi anni. Ma non è certo questa l’unica bugia. 

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