Assemblea Pd, il partito spaccato prima dell’inizio: firme su due mozioni contrapposte

Notizia maggio 19, 2018

ROMA – Per il Pd si sta profilando come il primo appuntamento decisivo, quello che si è aperto all’Hotel Ergife di Roma, anche se in molti nella maggioranza del partito hanno provato a depotenziarlo. A conferma della spaccatura della vigilia, nessuna intesa è stata raggiunta sul percorso che dovrà portare il partito a designare il suo segretario. Fonti della minoranza interna fanno infatti sapere di avere avviato già stamattina la raccolta delle firme per proporre la candidatura del reggente, Maurizio Martina, in Assemblea. Nella trattativa in corso, dopo che l’area Martina ha formalizzato la presentazione di un odg per l’elezione dello stesso reggente a segretario con pieni poteri, la maggioranza renziana ha aperto uno spiraglio a patto che dal dispositivo sia cancellata la parte che prevede la presa d’atto delle dimissioni dell’ex segretario, che è il punto 1 dell’odg proposto dall’area Martina.

Nonostante la tensione, il coordinatore della segreteria dem, Lorenzo Guerini, resta per “un esito condiviso dell’assemblea”. “Adesso è importante lavorare insieme contro un governo nettamente caratterizzato a destra”, spiega. “Una resa dei conti? Assolutamente no”, taglia corto.

Ma la raccolta firme della minoranza è un atto che dichiara aperte le ostilità nei confronti di Matteo Renzi che nel pomeriggio di ieri aveva tentato – invano – la strada della mediazione in extremis, fino a ipotizzare una sua riununcia all’intervento in assemblea. Un gesto per porre fine alle liti interne. Renzi in sostanza proponeva di evitare di parlare delle diatribe nel Pd e puntare invece alle proposte da avanzare per mettere al sicuro l’Italia. E questo nel momento in cui M5s e Lega stanno chiudendo l’accordo di governo e dopo l’appello dei professori cattolici che chiedevano di fermare uno scontro che “va in direzione opposta rispetto all’idea dell’Ulivo”.

Ma l’intesa è ben lontana. E i mille delegati potrebbero già trovarsi di fronte a due mozioni. In opposizione a quella della minoranza, infatti, i renziani starebbero raccogliendo le firme per un ordine del giorno per il congresso subito: è “necessaria – si legge nel testo, visionato dall’Ansa – una riflessione ampia che coinvolga tutti i nostri iscritti e militanti, sul futuro del nostro partito e sulla proposta politica da avanzare per il Paese capace di contrastare la deriva populista e di destra che emerge dall’accordo di governo raggiunto tra Lega e Movimento 5 Stelle; tale discussione deve avvenire in sede congressuale; si chiede per queste ragioni che si proceda con l’avvio immediato del percorso congressuale e ai relativi adempimenti previsti dallo statuto”.

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